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LUCIO FONTANA

testi di Enrico Crispolti, Luca Massimo Barbero, Edward Lucie-Smith
L'opera è composta da due volumi contenuti in un elegante astuccio 
[LUCIO FONTANA + LUCIO FONTANA FINE DI DIO / ART BASEL 2017].
Edizione Inglese/Italiano
LUCIO FONTANA
Isbn: 978-88-99534-41-7
Formato: 24x30 cm
Pagine: 272 (vol. I) + 336 (vol. II)
Anno di pubblicazione: 2017
Lingue: Inglese/Italiano
Stampa: colori
Legatura: cartonato
Disponibilità: Disponibile
Prezzo: € 139,00

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Descrizione
Questa pubblicazione è composta da due volumi. Il primo è stato pubblicato in occasione dell’esposizione dedicata all’artista dalla galleria Tornabuoni Art di Londra, ed è il risultato di una approfondita ricerca archivistica e iconografica su tutta l’opera del maestro dello Spazialismo. 
I saggi di Enrico Crispolti, Luca Massimo Barbero ed Edward Lucie-Smith pubblicati in questo volume permettono di approfondire la genesi, i contenuti e le caratteristiche delle opere e del movimento artistico che lo stesso autore identificava con il termine ‘Spazialismo’, evidenziando le ragioni che giustificano la crescente attenzione internazionale verso l’opera di Fontana; le straordinarie immagini d’epoca di Ugo Mulas e Lothar Wolleh offrono un’interessante e a volte inedita testimonianza della sua vita artistica, ripercorrendo i momenti di creazione ed esecuzione delle opere. 

 

Il secondo volume, a cura di Enrico Crispolti, è il catalogo pubblicato in occasione dell’esposizione dedicata all’artista presso Art Basel 2017, ed è il risultato di una ricerca finalizzata all’approfondimento di uno specifico ciclo di opere di Lucio Fontana. Le opere pittoriche analizzate e in mostra, appartenenti alla serie La fine di Dio, sono realizzate su telai ovali della stessa dimensione e si distinguono per le costellazioni di "buchi" e/o squarci e/o graffiti che in alcuni casi interessano solo parte della tela monocroma, in altri ne caratterizzano tutta la superficie ricoperta di colore a olio (a volte anche da lustrini). A proposito di questi lavori, l’artista così le spiegava a Carlo Cisventi, in un'intervista del 1963: "Per me significano l'infinito, la cosa inconcepibile, la fine della figurazione, il principio del nulla".